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Forum >> il ruolo della RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE >> Pages: 1

Argomento: il ruolo della RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE - Autore: admin- Data: 2014-07-24, 1406180437
Dopo un intervento cardiochirurgico la riabilitazione:caso clinico di uomo di 77 anni che ha comincato ad avere angina da sforzo e da poco angina a riposo.## 99 ##

Risposta a: il ruolo della RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE - Autore: admin - Data: 2014-01-24
Da bambino ha avuto febbri reumatiche, ha smesso di fumare da dieci anni.Alla visita risulta asintomatico e ha campi polmonari liberi.I toni cardiaci normali ma un forte soffio olosistolico in margino sternale sinistra.ECG con FA e ST sottoslivellato nelle derivazioni anterolaterali.Fatta diagnosi di angina instabile viene ricoverato e sottoposto ad indagini secondo il protocollo delle sindromi coronariche acute.Dopo 12 ore la trponina T era salita.L'ecocardiogramma rileva media disfunzione sistolica con acinesia anterosettale e apicale con apice aneurismatico.FE 50%, moderata stenosi mitralica, severa insufficienza mitralicae atrio sinistro molto dilatato.La valvola mitrale è ispessita e calcifica con un lembo posteriore immobile.La valvola tricuspide è dilatata e calcifica con moderata insufficienza e una pressione polmonare stimata di 60 mm hg. L'eco transesofageo conferma la calcificazione mitralica specie del lembo posteriore e delle corde tendinee, il lembo anteriore è mobile ma con grosso jet di rigurgito, il ventricolo sinistro è normale ma setto e apice sono acinetici.La coronarografia presnta stenosi del 95% della discendente anteriore prossimale e del 60% in sede media, ventricologramma con conferma di acinesia setto-apicale con aneurisma apicale e severa insufficienza mitralica.

Risposta a: il ruolo della RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE - Autore: admin - Data: 2014-01-24
Sulla base di questi referti il paziente viene operato di riparazine mitralica, annuloplastica tricuspidalica, e bypass aorto coronarico con arteria mammaria interna sulla LAD , intervento senza complicazioni con fase post intervento normale.Dopo 8 giorni è dimesso con terapia con warfarin, AF persistente, e diagnosi di ischemia e malattia valvolare.Deve continuare per 1 anno il copidogrel, è inviato alla riabilitazione ma dopo un mese le sue condizioni cliniche sono peggiorate.Ha dispnea al minimo sforzo, ortopnea e d edemi periferici., tosse secca ma non angina: viene ricoverato.

Risposta a: il ruolo della RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE - Autore: admin - Data: 2014-01-25
La pressione era di 136/78, in FA,saturazione di ossigeno 93%, rantoli alle basi, ipofonesi, allo RX conferma di versamento bilaterale pleurico esteso; fu fatta diagnosi di scompenso biventricolare e curato con lasix e.v.Un ECOcardio mostrò ridotta funzione cardiaca con FE del 42%, la valvola tricuspide aveva minimo rigurgito, e la mitrale si apriva bene senza insufficienza, agli esami di routine, minimi segni di infiammazione,: Il warfarin fu sopseso e sostiuito da eparina a basse dosi. Il liquido pleurico aspirato rivelò un essudato, non c'era segno di infezione nella cultura.Non cellule maligne all'esame citologico.Nonostante il drenaggio di più di un litro al drenaggio di ogni cavità pleurica l'essudato si riformò rapidamente.Fu fatta un angio TC toracico per escludere complicanze post intervento ma confermò essudato bilaterale senza segni di embolie polmonari, o di infezioni mediastiniche o polmonari, nè masse parenchimali o mesoteliali.Fu fatta diagnosi di pericardite di Dressler post pericardiotomica, fu inserito un drenaggio toracico.Dalla parte destra si riscontrò enfisema e pneumotorace piccolo.

Risposta a: il ruolo della RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE - Autore: admin - Data: 2014-07-17
APPRENDIMENTO: la sindrome di Dressler descrive un fenomeno di pericardite tardiva , relativa a versamento pericardico e pleurico , nel 1956 in the journal of the American Medical Association si Descrive dieci casi di pazienti che avevano avuto IMA e che presentavano un quadro di idiopatica e ricorrente pericardite benigna.Questa sindrome di pericardite tardiva post infarto colpiva anche chi aveva avuto una pericardiotomia o altri eventi cardiaci. Si presenta 2 o 10 settimane dopo un IMA o una pericardiotomia.Ha una incidenza del 3-4% post IMA ma è molto diminuita dopo l'uso della terapia riperfusiva, poichè i trattamenti attuali con ace inibitori, betabloccanti e statine hanno un effetto immunomodulante.Ha una eziologia autoimmune causata dalla sensibilizzazione dei miociti al momento del danno. Sono stati trovati autoanticorpi anti miocardio.L'infiammazione è diffusa come in una pericardite post IMA.E una diagnosi di esclusione e una possibilità di embolia polmonare deve essere considerata se il paziente con dressler è possibile possa avere una predisposizione a tromboembolie.E autolimitante ma talora necessita trattamento con aspirina , con antiinfiammatori non steroidei, e occasionalmente corticosteroidi.

Risposta a: il ruolo della RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE - Autore: admin - Data: 2014-07-17
se il versamento continua nonostante il drenaggio bisogna scegliere di ridurre gli steroidi, scelta che si accompagna a miglioramento dell'imagine RX e dei sintomi. Nonostante il miglioramento dei sintomi il paziente resta ansioso. Quattro giorni dopo avere cominciato gli steroidi l'ansia peggiorava e si accompagnava a paranoia: Comparve un insieme di depressione e psicosi e fu raccomandato di continuare gli antidepressivi.(Va sempre considerata una possibile psicosi da steroidi.Gli steroidi per via orale vanno ridotti in ogni caso).Il paziente fu dimesso con indicazione a continuare a casa la riabilitazione.
Spesso un rimedio a questa ansia o depressione o psicosi e' il trattamento riabilitativo.Una insufficienza cardiaca post intervento o la sindrome di Dressler possono essere un motivo per cominciare la riabilitazione molto gradualmente.

Risposta a: il ruolo della RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE - Autore: admin - Data: 2014-07-24
il paziente fu avviato alla riabilitazione nel centro del luogo di dimora, egli soffriva fisicamente e mentalmente di una rara complicazione come questa.un ostacolo alla riabilitazione fu la sua convinzione della non necessità di questa.
DEFINIZIONE DI RIABILITAZIONE: è bene chiarire che per riabilitazione si intende la somma di azioni volta a risolvere le cause della malattia agendo sia sul fisico che sulla mente e sul sociale al fine di reinserire il paziente nella comunità.
Il paziente và incoraggiato a partecipare attivamente alla riabilitazione e a diventare manager della propria salute.Deve intraprendere un programma di esercizi, di modificazioni dei rischi, di interventi psicologici, di educazione.
Storicamente fino al 1950 dopo un infarto si prescriveva di stare a letto per un lungo periodo, evitando esercizi.
In seguito ci si convinse che un programma di esercizi era utile e dal 1980 i centri di riabilitazione cominciarono a funzionare come terapia standard post IMA. Fu inteso come un centro per terapia di eventi acuti e come centro di prevenzione secondaria.I CR furono estesi a comprendere sia i pazienti post IMA sia quelli rivascolarizzati sia chirurgicamente che per via percutanea.I CR hanno portato una importante diminuizione di morbilità e mortalità.In 48 recenti trials i CR hanno mostrato di ridurre la mortalità del 20%per ogni causa, e quella cardiaca del 26% dopo 1 o 2 anni.